Numerosi studi epidemiologici e molecolari hanno dimostrato che l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), in particolare ai raggi UVB e UVA, è uno dei principali fattori ambientali associati allo sviluppo del melanoma. Organizzazioni autorevoli come la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classificano la radiazione UV come cancerogena per l’uomo (Gruppo 1), al pari del fumo di sigaretta.
A livello biologico, i raggi UV possono danneggiare direttamente il DNA delle cellule della pelle, in particolare dei melanociti, inducendo mutazioni che, se non riparate, possono portare alla trasformazione tumorale. Tra le mutazioni più frequentemente osservate nei melanomi cutanei vi sono quelle a carico del gene BRAF, spesso associate a esposizioni intermittenti e intense al sole.
Esposizione intermittente e scottature: un rischio elevato
La letteratura scientifica evidenzia come il rischio di melanoma sia particolarmente correlato a esposizioni solari intense ma intermittenti, tipiche ad esempio delle vacanze estive. Le scottature solari, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, rappresentano un fattore di rischio significativo: studi pubblicati su riviste come il Journal of Clinical Oncology indicano che episodi ripetuti di eritema solare possono aumentare sensibilmente la probabilità di sviluppare melanoma in età adulta.
Letti abbronzanti e rischio melanoma
Un altro fattore di rischio ben documentato è l’uso di dispositivi abbronzanti artificiali. Secondo la World Health Organization, l’utilizzo di lampade UV prima dei 35 anni aumenta il rischio di melanoma fino al 75%. Per questo motivo, molti Paesi hanno introdotto restrizioni o divieti per l’uso dei lettini solari nei minori.
Fototipo e suscettibilità individuale
La suscettibilità al melanoma varia anche in base al fototipo cutaneo. Le persone con pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi e una tendenza a scottarsi facilmente hanno un rischio maggiore. Anche la presenza di numerosi nei o di nevi atipici è considerata un importante fattore predisponente, come evidenziato da linee guida dermatologiche internazionali.
Meccanismi di danno e prevenzione
I raggi UVA penetrano più in profondità nella pelle e contribuiscono allo stress ossidativo, mentre gli UVB causano danni diretti al DNA. Entrambi contribuiscono alla carcinogenesi cutanea. La prevenzione si basa quindi su strategie combinate:
- limitare l’esposizione nelle ore di massima intensità solare
- utilizzare filtri solari ad ampio spettro
- indossare indumenti protettivi
- evitare fonti artificiali di UV
Secondo le raccomandazioni della American Academy of Dermatology, una protezione solare adeguata e costante è in grado di ridurre significativamente il rischio di melanoma e altri tumori cutanei.
Fonti
https://www.aad.org/
https://www.airc.it/
https://ascopubs.org/
