CHE COS’È IL TUMORE DELLA MAMMELLA?

Il tumore della mammella (o carcinoma mammario) è una formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola mammaria. La neoplasia in stadio iniziale è ancora localizzata solo nelle strutture della mammella. (Stadio 1).

Il tumore si può in seguito diffondere nelle immediate vicinanze (Stadio 2), estendere ai tessuti sottostanti della parete toracica (Stadio 3) e quindi ad altre parti del corpo (Stadio 4, tumore metastatico o avanzato). Sia la prognosi che il trattamento sono influenzati dallo stadio in cui la neoplasia si trova al momento della diagnosi. Esistono inoltre diversi tipi di cancro della mammella, con tassi di crescita e risposta alle terapie differenti. Ciò significa che il tessuto tumorale dovrebbe essere sempre sottoposto a test per determinare il tipo di neoplasia.

COME SI CURA

Le opzioni terapeutiche attualmente disponibili includono la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, l’ormonoterapia e le terapie biologiche. Queste si possono usare da sole o in combinazione, in base allo stadio di avanzamento della malattia.

Nella scelta del tipo di trattamento incidono anche l’età della donna e il suo desiderio di poter eventualmente avere dei figli dopo le cure. Alcune metodiche possono infatti indurre menopausa precoce, anche se la tecnica della crioconservazione degli ovociti prelevati prima dell’inizio delle cure assicura nuove prospettive.

EPIDEMIOLOGIA

Il carcinoma della mammella rappresenta la neoplasia femminile più frequente in ogni fascia di età

In Italia colpisce 1 donna su 8 con circa 48.000 nuovi casi all’anno

E’ al primo posto (44%) tra le donne giovani fino ai 49 anni (dati AIRTUM)

Il carcinoma della mammella è al primo posto fra i tumori killer per la donna (mortalità 16,3 % tra tutte le cause di morte da tumore nelle donne)

Rischio cumulativo : 1 donna su 8 si ammalerà di tumore alla mammella e 1 su 33 ne morirà.

LA MAMMOGRAFIA

per il tumore della mammella non sono attualmente disponibili misure di “PREVENZIONE PRIMARIA” che si siano dimostrate in grado di ridurne significativamente l’incidenza (come ad esempio l’abolizione del fumo per il carcinoma del polmone). Per tale motivo non essendo disponibili strumenti di prevenzione primaria efficaci, la DIAGNOSI PRECOCE resta tutt’ora la forma di PREVENZIONE SECONDARIA più efficace per aumentare la possibilità di guarigione delle donne colpite.

Lo scopo della mammografia eseguita periodicamente su donne senza segni di malattia, è intercettare un eventuale tumore quando è ancora in fase precoce e può quindi essere curato con efficacia e con terapie poco invasive.

La diffusione su larga scala in Italia dei programmi di screening mammografico, dalla seconda metà degli anni ’90, ha contribuito a determinare una riduzione della mortalità, con una diminuzione degli interventi di mastectomia.

I programmi nazionali di prevenzione organizzata prevedono l’offerta gratuita e attiva della mammografia alle donne fra i 50 e i 70 anni, con cadenza biennale. Ci sono poi variazioni territoriali delle fasce d’età coinvolte.

Le linee guida delle maggiori Società Scientifiche consigliano, tuttavia, di iniziare ad eseguire l’esame mammografico anche prima dei 50 anni (prevenzione spontanea), visto il rischio di sviluppare il tumore della mammella anche in queste fasce di età.

In assenza di fattori di rischio specifici (come storia familiare, densità del tessuto mammario, mutazioni genetiche) le donne dovrebbero iniziare intorno ai 30 anni a sottoporsi a visita senologica ed ecografia annuali, integrando dopo i 40 con una mammografia ogni uno o due anni, a seconda del consiglio del medico.

La risonanza magnetica mammaria è utile in casi particolari, come per le pazienti con mutazione di BRCA-1 e/o BRCA-2, in aggiunta alla mammografia annuale.

Sebbene l’autoesame del seno non possa essere considerato un vero strumento di diagnosi precoce, è importante che ogni donna impari ad effettuare in maniera corretta e regolare l’autopalpazione, per imparare a conoscere il proprio seno e notare cambiamenti da segnalare eventualmente al medico.

LE LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE MAMMARIA

– Fino a 35 anni nessun controllo strumentale in assenza di sintomi, visita senologica eventuale

ecografia mammaria ed educazione per la prevenzione del tumore della mammella

– Dai 35 ai 40 anni visita senologica annuale ed eventuale ecografia e mammografia su indicazione dello specialista o in presenza di sintomi

– Dai 40 ai 50 anni (prevenzione spontanea) visita senologica, mammografia ed eventuale ecografia

– Dai 50 ai 74 anni (prevenzione organizzata) mammografia biennale (nell’ambito dei programmi regionali di screening) ed eventuale visita senologica ed ecografia su indicazione dello specialista

– Oltre i 72 anni visita senologica annuale ed eventuale mammografia ed ecografia su indicazione dello specialista.

I protocolli di sorveglianza in Italia prevedono l’attuazione della “prevenzione organizzata” dai 50 ai 70 anni, in linea con le raccomandazioni formulate dalle Società Internazionali.

Le altre fasce di età ne rimangono di fatto escluse nonostante il carcinoma della mammella sia frequente anche nelle donne prima dei 50 anni e spesso con alti tassi di mortalità.

DIAGNOSI PRECOCE = GUARIGIONE

La probabilità di guarire di carcinoma della mammella è direttamente correlata alla precocità della diagnosi e cioè tanto più precoce sarà la diagnosi tanto più alta sarà la probabilità di una guarigione completa. (negli stadi iniziali 1b-1c la guarigione è attesa in oltre il 95 % dei casi, in stadio 1a è del 98- 99%).