Tredici milioni di visite specialistiche sospese, 300mila ricoveri non effettuati, 500mila interventi chirurgici e ben 4 milioni gli screening oncologici rimandati: é il bollettino “di guerra” della sanità italiana in tempo di Covid denunciato da Carlo Palermo,  segretario nazionale del sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed, che alcuni giorni fa ad Adnkronos ha sviscerato alcuni dati significativi di questo periodo, in cui il sistema si è bloccato solo (e a causa) del Coronavirus.

Una situazione parimenti rilevata anche dall’infettivologo Matteo Bassetti che in una recente intervista rilasciata ai media ha ricordato come oggi “siamo di fronte a malati di serie A, quelli con il coronavirus, e malati di serie B, quelli di cui nessuno di preoccupa (perché senza coronavirus ndr)”. Una denuncia, quella effettuata da questi e da altri esperti, che fa emergere le problematiche legate alla cosiddetta pandemia e alla sua gestione “monopolistica” della sanità.

Il rischio di sottovalutare e procrastinare situazioni a rischio per essere concentrati solo sul covid è concreto e riguarda ugualmente la salute dei cittadini e le altre patologie passate improvvisamente in secondo piano rispetto all’argomento del momento. “Oggi le attese si misurano in semestri – spiega Palermo – se non in anni in alcune regioni. Rischiamo di peggiorare la prognosi di tutti i cittadini costretti a questa ulteriore attesa e per questo abbiamo bisogno di interventi urgenti da parte del Governo”.

Un allarme che naturalmente va rilevato per non rischiare di dimenticare la salute del cittadino proprio nell’intento, almeno in linea teorica, di occuparsene facendo l’errore di focalizzarsi esclusivamente sul Covid. 

La ricetta per tentare delle soluzioni, analizza Palermo, appare dunque chiara, ed è volta a rilevare le priorità che in fatto di salute sono certamente molteplici e non solo riconducibili al coronavirus. Si parte dalla carenza di personale, passando per la carenza di fondi destinati alla produttività aggiuntiva, fino ad arrivare alla mancanza di reali investimenti sugli ospedali. Priorità, queste, che il governo deve tener presente se vuole veramente occuparsi di salute a 360 gradi.

FONTE ARTICOLO: Gloria Callarelli