Fondazione Lavazza torna ad occuparsi di prevenzione del Tumore al Seno.
Il prossimo 29 ottobre, l’azienda accoglierà nuovamente l’iniziativa “Prevenzione Gratuita del Tumore al Seno”, offrendo alle donne della comunità di Torino la possibilità di sottoporsi a esami diagnostici gratuiti. A raccontarci il valore di questo progetto è Carolina Guercio, Lavazza Foundation & Community Care Manager
Cosa vi ha spinto a confermare anche quest’anno l’iniziativa di prevenzione gratuita del tumore al seno?
Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno e rappresenta per noi un’occasione per riaffermare il nostro impegno verso il benessere delle comunità che vivono i nostri territori. Per il terzo anno consecutivo rinnoviamo questa iniziativa con senso di responsabilità e coerenza con i nostri valori. Grazie alla collaborazione con WelfareCare, che mette a disposizione un’unità mobile attrezzata per mammografie ed ecografie gratuite, possiamo portare la prevenzione direttamente nei nostri quartieri, abbattendo barriere economiche e logistiche. Questo approccio ci consente di raggiungere donne che vivono situazioni di fragilità e trasformare i nostri principi in azioni concrete, rafforzando il legame con il territorio attraverso interventi di reale impatto sociale.
La prevenzione rappresenta anche un impegno di responsabilità sociale: come si riflette questo nelle scelte e nei valori di Fondazione Lavazza?
Per Fondazione Lavazza la responsabilità sociale nasce dal valore delle persone: significa mettere al centro il loro benessere e la loro dignità. Proprio per questo da oltre vent’anni promuoviamo progetti che uniscono sostenibilità economica, sociale e ambientale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle comunità e favorire uno sviluppo inclusivo. La prevenzione si inserisce in questa visione come un gesto concreto di cura: non solo tutela della salute, ma anche promozione di consapevolezza e accesso equo ai servizi.
In che modo questo progetto contribuisce a rafforzare il legame tra Fondazione e le donne della comunità torinese?
La collaborazione con associazioni radicate sul territorio ci permette di raggiungere donne che spesso restano invisibili ai circuiti tradizionali, trasformando la prevenzione in un’occasione di incontro, dialogo e sostegno. Ogni persona coinvolta diventa non solo un ‘’attore sociale’’, ma una presenza attiva nella vita delle comunità.
Quanto conta per voi il lavoro di rete con associazioni e istituzioni locali?
Gli enti del terzo settore e le istituzioni locali rappresentano un ponte diretto con le comunità: conoscono profondamente i bisogni, le fragilità e le potenzialità delle famiglie che vivono nei nostri quartieri. Lavorare insieme significa costruire interventi sempre più mirati che rispondono in modo concreto alle esigenze che emergono. In questa edizione abbiamo coinvolto tre realtà del terzo settore Alamaterra, SOS Villaggi dei Bambini e Yalla Aurora che operano da doversi anni sul territorio torinese e hanno intercettato i gruppi di beneficiare. Inoltre sarà nuovamente presente un medico della Breast Cancer Unit dell’IRCCS di Candiolo, ospedale d’eccellenza del territorio, che prenderà in carico le persone in caso di necessità dopo gli esami diagnostici.
Nelle edizioni passate, quale feedback vi ha colpito maggiormente da parte delle collaboratrici che hanno partecipato?
Tante donne ci hanno raccontato che, senza questa iniziativa, non avrebbero avuto l’opportunità di fare una visita di prevenzione. Questo conferma quanto sia importante rendere accessibili strumenti di cura e tutela della salute, soprattutto per i gruppi più vulnerabili.
Guardando al futuro, avete in mente nuove evoluzioni o ampliamenti di questa iniziativa?
Il nostro obiettivo è continuare a supportare questa iniziativa, rafforzando la collaborazione con il territorio.
