Intervista a Sabrina Schiavon, Sindaca di Massanzago

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Il Comune di Massanzago ha scelto di patrocinare e ospitare l’iniziativa “Mammografia ed Ecografia Gratuita” e “Prevenzione Gratuita del Tumore alla Prostata” che consente alle persone del territorio comunale, non incluse nei programmi di screening, la possibilità di effettuare gratuitamente un’ecografia e/o una mammografia, oppure un’ecografia vescico-prostatica, all’interno della clinica mobile WelfareCare.

Perché il vostro Comune ha scelto di patrocinare questo evento di prevenzione?
Non è il primo anno che diamo il patrocinio a questa iniziativa. Il Comune di Massanzago ha patrocinato l’iniziativa WelfareCare per portare sul territorio screening gratuiti di prevenzione oncologica. L’obiettivo è Coprire una fascia d’età esclusa dallo screening SSN.
Lo screening mammografico gratuito della Regione Veneto parte dai 50 anni. WelfareCare a Massanzago ha offerto mammografia ed ecografia gratuita a donne 35-49 anni che non avevano fatto esami negli ultimi 12 mesi. Per gli uomini, ha offerto ecografia vescico-prostatica gratuita dai 40 anni.
Quindi il comune ha coperto un “buco” di prevenzione per persone sotto la fascia di età del servizio pubblico, grazie alla generosità e sensibilità delle imprese del territorio

Quale messaggio volete diffondere abbracciando un progetto che invita le donne a prendersi cura della loro salute?
“Prendersi cura della salute attraverso la prevenzione” significa: non aspettare di ammalarsi per occuparti del tuo corpo, ma fare controlli regolari per individuare eventuali problemi quando sono ancora piccoli e più facili da trattare.

Qual è l’impatto di iniziative come questa dal punto di vista sociale?
A livello sociale, iniziative come queste:

  1. Riducono le disuguaglianze di accesso: portano prevenzione gratuita a chi non può permettersela o vive lontano dai centri di screening.
  2. Aumentano la consapevolezza: normalizzano il parlare di prevenzione e rompono il tabù su tumori e controlli.
  3. Creano coesione: mobilitano il territorio attorno a un obiettivo comune, coinvolgendo amministrazione e cittadini.
  4. Cambiamento culturale: spostano l’attenzione dalla cura alla prevenzione, rendendo i controlli un’abitudine collettiva.

Risultato: una comunità più informata, che si prende cura di sé prima che sia troppo tardi.

Come pensate venga accolta dalla comunità del vostro territorio?
La risposta è stata super positiva ed apprezzata dagli utenti che già peraltro conoscevano questa iniziativa( siamo stati uno de i primi comuni ad aderire al welfare care – screening gratuiti ) , nota di merito di quest’anno , è l’aver attenzionato anche gli uomini .
Denota comunque un segno di sensibilità per i propri cittadini/e e spero che chi fruirà di tale screening sia grato/a .

Sostenete o avete intenzione di supportare in futuro altre iniziative che hanno lo scopo di migliorare il benessere dei vostri cittadini?
Laddove sia possibile siamo sempre pronti ad aderire patrocinando iniziative di screening o similari ! Perché: Prevenire è meglio che curare “ e ribadisco ancora una volta un Grazie sincero a chi ha permesso tale evento.

Avete altre considerazioni da esprimere?
Altre considerazioni sulla prevenzione che spesso passano in secondo piano:

  • Impatto economico indiretto: meno giorni di malattia, meno assenze dal lavoro, meno carico sui caregiver. La prevenzione ha un ritorno economico che non si vede subito, ma pesa sul bilancio familiare e comunale.
  • Effetto “onda” sulle famiglie: quando una persona fa lo screening, spinge coniuge, figli, amici a fare lo stesso. Un singolo controllo può innescare 3-4 comportamenti preventivi nell’entourage.
  • Dati per la sanità pubblica: le giornate sul territorio generano dati su fasce d’età e aree dove l’adesione è bassa. Le ASL usano queste info per migliorare le campagne di invito ufficiali.
  • Riduzione dell’ansia da attesa: avere una clinica mobile in paese toglie l’incertezza del “devo prenotare, rimando, mi scordo”. L’immediatezza abbassa la procrastinazione.
  • Valorizzazione del ruolo del medico di base: eventi del genere riportano al centro il medico di famiglia, che poi segue gli esiti e gli eventuali approfondimenti. Rafforza la rete di cura territoriale.