Il rischio di sovradiagnosi

Già diversi studi avevano confrontato il numero di casi di tumore al seno nelle donne che eseguono solo la mammografia e in coloro che, invece, si sottopongono anche alla risonanza magnetica. Il rischio principale è quello della sovradiagnosi: ovvero di individuare e quindi trattare un tumore che sarebbe rimasto indolente (cioè che non sarebbe evoluto nel tempo e non avrebbe dato mai segno di sé). Purtroppo non c’è un modo per sapere se il tumore, una volta trovato, sia indolente o meno. L’unico metodo – indiretto – è confrontare a distanza di molti anni, se questo esame ha comportato una riduzione della mortalità: la riprova che i tumori individuati comportavano un rischio reale per la salute.

Lo studio

Per capire se la combinazione di mammografia e risonanza magnetica possa aiutare a rilevare i tumori invasivi nelle donne con tessuto mammario denso, un gruppo di ricercatori guidati da Carla van Gils, professoressa di epidemiologia oncologica clinica  presso il Centro medico universitario di Utrecht, ha utilizzato il registro nazionale dei tumori dei Paesi Bassi (che comprende circa il 99% di tutte le diagnosi effettuate nel Paese) e ha studiato oltre 40mila donne con tessuto mammario estremamente denso. Le donne erano state assegnate casualmente a due tipi di screening: quello che prevedeva la sola mammografia e quello che prevedeva sia la mammografia sia la risonanza magnetica.

I risultati

I ricercatori hanno analizzato il numero dei tumori invasivi rilevati tra gli screening, cioè il numero dei cosiddetti tumori “intervallo”. L’incidenza di questi tumori nelle donne con seno denso che avevano ricevuto entrambi gli esami è stata la metà rispetto alle donne sottoposte alla sola mammografia: 2,5 su mille screening rispetto a 5 su mille screening. Integrare la mammografia con la risonanza magnetica nello screening iniziale sembra, quindi, riuscire a diagnosticare precocemente tumori che con la sola mammografia non vengono individuati in una particolare categoria di donne.

Necessari ulteriori studi

Resta da determinare, però, il rischio di sovradiagnosi. Lo studio non dimostra, infatti, che la combinazione di mammografia e risonanza magnetica possa portare a un minor numero di decessi per cancro al seno negli anni a venire. Per questo sono necessarie ulteriori ricerche, sebbene la riduzione del numero di casi di tumore tra uno screening e l’altro sia un primo passo importante per mostrare il valore della risonanza magnetica per le donne con tessuto mammario estremamente denso. I risultati dello studio non sono ancora abbastanza forti, in ogni caso, da poter raccomandare a tutte le donne con seno denso la risonanza magnetica durante i regolari screening mammografici. Servono studi a lungo termine – che consentono ai medici di confrontare le risonanze magnetiche nel tempo per monitorare la crescita delle lesioni – per dimostrare che aggiungere questo tipo di esame durante gli screening mammografici possa davvero essere efficace nel ridurre i tassi di mortalità per cancro al seno in chi ha una mammella densa.

FONTE ARTICOLO: https://www.repubblica.it/dossier/salute/saluteseno/2020/01/07/news/screening_la_risonanza_magnetica_puo_migliorare_la_diagnosi_precoce_in_chi_ha_un_seno_denso_-245158105/