Otto uomini su dieci sostengono le donne quando si ammalano di cancro!

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Gli uomini sono presenti come caregiver per la donna che affronta la malattia? Sì, secondo un’indagine promossa da Salute Donna e Salute Uomo Onlus. Nel 60% dei casi sono mariti o compagni, nel 30% padri, figli, amici.
SCRIVIAMO nero su bianco quello che è giusto ribadire: le donne vanno oltre il multitasking. Lavoratrici, madri, compagne, organizzatrici instancabili dell’economia e del benessere familiare, presenti nell’assistere i propri cari. Ma quando ad ammalarsi sono loro? Gli uomini che le affiancano sanno rimanere e prendersene cura? Dai dati raccolti nell’indagine proposta da Salute Donna Onlus sembrerebbe di sì. “Nell’immaginario comune aleggia ancora l’idea dell’uomo che scappa, che non è in grado di assistere la donna che riceve la diagnosi di un tumore. Volevamo capire se è davvero così, perché, al contrario, nella nostra realtà vediamo quotidianamente donne accompagnate da figure maschili durante il percorso della malattia”, racconta Annamaria Mancuso, Presidentessa di Salute Donna Onlus: “Così abbiamo fatto partire un’indagine che portasse dati concreti e non generalizzati. E i numeri parlano chiaro: gli uomini sono caregiver”.

• DATI ALLA MANO
Salute Donna si è occupata di ‘arruolare’ 422 donne (età media 56 anni, diagnosi di tumore al seno nel 63% dei casi) e l’indagine è stata condotta da Doxa. “Riteniamo che sia un campione vasto e rappresentativo: le donne afferivano a 11 centri clinici distribuiti su tutto il territorio nazionale, quindi una buona ripartizione geografica e anagrafica. Le donne sono state intervistate telefonicamente con domande chiuse e aperte”, spiega Paolo Colombo, Research Manager Doxa: “Circa l’85% di loro ha al suo fianco una figura maschile – marito/compagno in 6 casi su 10, altre figure come figlio, padre, amico in 3 casi su 10 – l’11% è affiancato da una figura femminile (madre, sorelle, amiche, ndr)”. Riguardo al sentimento generale nei confronti della malattia e dei trattamenti, una stragrande maggioranza, il 90%, si è dichiarata molto forte/forte e in grado di affrontare la diagnosi e le cure: il senso di forza e fiducia però è apparso più evidente nelle pazienti che hanno a fianco una figura maschile e in quelle che lavorano, rispetto a chi è single e/o senza un’occupazione. Un dato, questo, che rivela come sia ancora più importante il lavoro delle associazioni pazienti nell’avvicinare le donne malate e non farle sentire sole.

Che siano coniugi o conviventi, figli o amici, gli uomini si sono dimostrati in grado di placare l’ansia e le paure, alleggerire l’atmosfera in casa, pensare a migliorare l’alimentazione e lo stile di vita della donna, si adoperano per trovare i medicinali e risolvere le questioni lavorative e burocratiche, si fanno carico dei lavori domestici e della spesa. Non solo, molto spesso aiutano la donna ad affrontare le attese, le incertezze (68,2%), a sopportare gli effetti collaterali delle terapie (65,1%), decidono ciò di cui la donna ha bisogno (64,2%) e spesso riescono a dare un senso a quello che la paziente sta vivendo (57%). “Un altro punto interessante – continua Colombo – è l’evoluzione della presenza maschile lungo il percorso della malattia: se al momento della diagnosi solo il 35% degli uomini è presente, nel periodo dell’intervento e nelle fasi successivi la presenza sale a più del 90%”.

• LE ALTRE STORIE
Dati che stupiscono in primis gli oncologi, che riportano spesso aneddoti di uomini che abbandonano le loro pazienti dopo la diagnosi. Se il marito o il compagno viene escluso come caregiver dalle donne stesse poi, è – in più del 40% dei casi – per motivi psicologici: non riesce a sostenere il ‘carico’ emotivo o, alle volte, è la donna stessa che non lo vuole coinvolgere; solo nel 20% l’esclusione è per motivi lavorativi.

• PICASSO LO DIPINGEREBBE DIVERSO
“Nel quadro ‘Scienza e carità’ di Picasso, coloro che assistono la persona malata sono figure femminili come una suora; adesso forse anche il pittore stesso rappresenterebbe l’assistenza al malato diversamente”, commenta Alessandro Comandone, Consigliere Fondazione Aiom (Associazione Italiana Oncologia Medica): “Il cancro è diventato un problema globale e la presenza dei caregiver maschili sta crescendo”. “La cura – conclude Mario Clerico, Presidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologici Medici Ospedalieri – non è solo la radio o la chemioterapia, ma anche la condivisione stessa, specialmente con la persona con la quale normalmente si condivide la propria quotidianità. E nella malattia oncologica, la quotidianità è proprio la prima cosa che cambia”.

di GIULIA TONIUTTI

Fonte Testo:

https://www.repubblica.it/dossier/salute/saluteseno/2019/02/13/news/addio_steoreotipo_8_uomini_su_10_sostengono_le_donne_quando_si_ammalano_di_cancro-219010420/

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