Sono innumerevoli gli studi di settore che confermano ovviamente la tesi e che provano quanto un evento traumatico o una condizione di tensione, specie se prolungata, possono influenzare negativamente il nostro organismo. Un esempio su tutti può rendere chiaro come condizioni di questo tipo siano innate nell’essere umano e partire già dalla tenera età.

Lo studio, condotto da un team di scienziati, Rosaschino, F. Oleari, R. Carlevaris, R. Torre,  M.L. Garlaschi,  F. Noseda, e denominato “Effetto dello stato emotivo sulle funzioni immunitarie: studio sui primogeniti in occasione della nascita di un fratello” ha preso in considerazione proprio uno degli eventi più complicati da gestire nella vita di un essere umano: quello della nascita di un fratello, una condizione che scatena gelosie, difficoltà e stati d’animo inquieti e che presuppone come conseguenza un adattamento anche psicofisico.

All’interno dello studio si legge: “la nostra ricerca, esaminando una situazione inevitabile e sicuramente naturale come quella della nascita di un fratello per un primogenito, particolarmente severa per quanto riguarda l’affettività, aveva lo scopo di evidenziare se esistessero delle espressioni biologiche, in grado di assestarsi quantitativamente le eventuali alterazioni delle funzioni immunitarie indicative di un preesistente equilibrio. A questo scopo sono state esaminate diverse espressioni biologiche indicative di funzioni immunitarie”. Il campione riguardava bambini di 2-3 anni la cui mamma stava per partorire o aveva partorito nel giro di un anno. Ebbene la ricerca evidenzia come l’evoluzione di queste funzioni immunitarie, durante tutto il periodo di osservazione, avesse “una performance non univoca”. “Nella maggior parte dei casi – spiega lo studio – è stata evidenziata una variazione verso la diminuzione dell’espressione biologica di alcune funzioni (immunitarie ndr). In due bambini le variazioni, verso la diminuzione, si manifestavano già prima della nascita del fratello”.

Dunque questo studio prova come la nascita di un fratello, per quanto sempre un dono, sia  un evento che mette a dura prova i primogeniti e quindi, sottolineano i ricercatori, “i risultati permettono di attribuire agli eventi emotivi, come nel modello sperimentato, la capacità di influenzare l’espressione biologica che misura alcune funzioni immunitarie, deprimendole nella maggior parte dei casi, in modo da adulterare l’equilibrio immunitario, e impostando il premesse per sconvolgere la capacità di difesa immunitaria delle persone esaminate”.

E’ dimostrato inoltre che il nostro organismo quando è sotto stress rilascia il cortisolo, un ormone che a lungo andare può indebolire alcuni anticorpi rendendoci maggiormente sensibili alle infezioni, sia virali che batteriche

Come combattere quindi situazioni particolarmente provanti? Diventa fondamentale recuperare il nostro equilibrio emotivo dedicandoci del tempo libero, passeggiando o restando comunque all’aria aperta, (è provato che la natura aiuta il benessere della nostra mente), oppure impegnandoci facendo qualche attività che ci aggrada, magari in compagnia delle persone a cui vogliamo bene

Ma, udite udite, possiamo vivere uno stato di benessere anche solo facendoci una risata. Perché il nostro corpo è ghiotto di endorfine, gli ormoni della felicità, prodotti anche quando ridiamo, che inondando il nostro organismo a partire dal cervello ci donano quella sferzata in più di ottimismo che aiuta il nostro meccanismo corporeo a funzionare molto meglio.

ARTICOLO di: Gloria Callarelli