La clinica mobile di WelfareCare arriverà a Monastier il 11 Aprile, dando la possibilità a 50 donne di effettuare una mammografia o ecografia gratuita. 

Perché il Comune ha scelto di ospitare e patrocinare quest’appuntamento dedicato alla prevenzione del tumore al seno?

«Abbiamo accolto quest’iniziativa perché la prevenzione è la formula vincente per contrastare il tumore al seno. Quando ci è stata proposta la possibilità di organizzare una giornata di screening l’abbiamo subito ritenuta utile, in aggiunta alle attività e ai servizi di prevenzione che già ci sono». 

Che iniziative avete proposto nell’ultimo periodo per la salute dei cittadini?

«La nostra Amministrazione è abituata ad appoggiare le iniziative legate alla salute, abbiamo già proposto delle iniziative in collaborazione con la Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier, legate sia alla prevenzione del tumore della mammella sia alla prevenzione del Covid 19, attraverso degli screening sierologici lo scorso maggio». 

Quanto ha impattato il Coronavirus sul benessere della comunità?

«Le restrizioni negli spostamenti e le limitazioni alle relazioni sociali ci stanno mettendo tutti a dura prova. Speriamo che questi siano gli ultimi sacrifici richiesti e soprattutto che attraverso i vaccini e la bella stagione si possa tornare presto alla piena normalità». 

Come pensate verrà accolta l’iniziativa CareReady Mobile Diagnostic?

«È la prima volta che sperimentiamo questa opportunità, siamo curiosi, daremo a questo progetto il risalto che merita e monitoreremo la risposta dei cittadini. Penso sarà accolta positivamente perché non è cosa da poco poter fare uno screening gratuito, registrandosi  in via telematica». 

Quale messaggio vuole esprimere l’Amministrazione ospitando quest’evento?
«
Ringraziamo le realtà che si sono fatte carico di sostenere questo progetto, agli sponsor va il mio grazie di cuore. Nel nostro territorio c’è una rete fatta di imprese e associazioni che contribuiscono, con grande sensibilità, al benessere generale. Di questo siamo fieri». 

Intervista di Maria Chiara Pellizzari