Il Comune di Due Carrare ospiterà il 23 luglio l’evento “CareReady Mobile Diagnostic – la Mammografia ed Ecografia gratuita – dando la possibilità alle donne del territorio comunale di effettuare lo screening con consegna immediata del referto. L’evento sarà replicato il 10 ottobre.

Quale messaggio volete lanciare ai cittadini attraverso questo progetto?

Solo la comunità può salvare il singolo. La prevenzione, attraverso la diagnostica, non è demandata all’iniziativa delle singole cittadine, è la comunità che si prende cura delle donne nella fascia d’età non prevista dallo screening del SSN. Obiettivo comune: andare a stanare il male quando si è ancora in tempo. 

È la prima volta che il Comune ospita un evento legato alla prevenzione?

Non è la prima volta, con la Croce Rossa, l’Avis e l’Aido abbiamo ospitato diversi eventi per sensibilizzare sulla prevenzione. Abbiamo proposto dei primi checkup, controlli della pressione, del livello glicemico e della circonferenza vita per prevenire e monitorare patologie quali obesità e diabete, ma anche controlli della vista e dell’udito. In caso di anomalie riscontrate si è andati oltre con gli approfondimenti. La prevenzione per noi è sempre stata un principio cardine da promuovere, a maggior ragione post pandemia, perché la prevenzione durante l’emergenza Coronavirus è stata giocoforza trascurata, a causa delle limitazioni. Ora c’è da recuperare. 

Quanta attenzione ha la vostra Amministrazione comunale per questi temi e perché?

L’idea della clinica mobile che ci è stata presentata ci è piaciuta da subito. Ci piace perché si rivolge alla fascia d’età femminile dai 35 ai 49 anni, che non è coperta dallo screening ma per cui il tumore al seno, nei casi purtroppo positivi, ha la maggior incidenza dal punto di vista della letalità. Una fascia d’età di donne che spesso lavorano e sono molto impegnate, anche con i figli, che rischiano di trascurare la prevenzione pensando che non sia un aspetto essenziale. Invece poi, nei casi in cui il male si presenta, ha un’incidenza terribile sulla vita delle singole donne e sulla comunità. 

Qual è l’impatto sociale dell’iniziativa?
I nostri Servizi Sociali conoscono donne che in questo periodo hanno difficoltà economiche e ci hanno chiesto aiuto anche per la spesa alimentare, per le bollette. Poter accedere gratuitamente a questo servizio è un’opportunità di non poco conto. La diagnosi tempestiva e capillare è fondamentale. Ci ha colpito che soprattutto nelle donne in età giovane le malattie tumorali si rivelano più aggressive per una serie di concause, sentiamo quindi forte la responsabilità di fare la nostra parte. Ci è piaciuto che le imprese del territorio abbiano risposto con grande generosità nel sostenere questo evento, le ringraziamo 

doppiamente perché gli imprenditori sono attori fondamentali. Grazie a loro quest’iniziativa ha una doppia data. 

Il 10 ottobre, prossima data, ci sarà un evento particolare. Un’anticipazione?

Collaboriamo da tempo con le “Ugo”, un gruppo di donne del nostro territorio che sono riuscite a vincere la sfida del tumore, guarendo, in alcuni casi senza alcun segno in altri con segni importanti. Queste donne si ritrovano e fanno la voga alla veneta, è un modo per stare insieme, esorcizzare la paura della recidiva e della sofferenza. Nell’ambito della partnership abbiamo in programma un evento il 10 ottobre sul nostro canale, il Vigenzone: le donne lanceranno una rosa rossa in acqua in ricordo delle loro compagne che non ce l’hanno fatta, dopo aver fatto la voga alla veneta in segno di una battaglia che continua. 

Come pensate verrà accolta dalla comunità quest’iniziativa?

Pensiamo sarà accolta molto bene, è importante che le donne si prendano un momento per avere cura di sé stesse. Speriamo che quest’iniziativa sia da traino alla prevenzione di ognuno di noi, per portare la cultura della prevenzione nelle nostre famiglie, nelle nostre vite.