Sgambaro è un pastificio con molino integrato, con 70 anni di storia. E’ un’azienda che lavora sulla qualità del prodotto e che non si ferma mai. Sono con loro da 6 anni e sono molto contenta di poter dire che sono stati 6 anni molto intensi e arricchenti sotto più punti di vista”. Esordisce così Martina Durighello, responsabile Export e Marketing dell’azienda di Castello di Godego, che ci presenta la sua realtà lavorativa, una realtà che ha deciso di aderire, come altre sul territorio nazionale, all’iniziativa Mobile Diagnostic di WelfareCare.

Una decisione, ci spiega Martina, dettata dall’attenzione da parte dell’azienda verso iniziative che trasformano un ambiente di lavoro anche in un ambiente attento al welfare della sua popolazione lavorativa e dalla necessità, oggi come oggi, di arrivare primi non solo nella qualità del prodotto e nell’innovazione, ma anche quando si parla di prevenzione: “L’azienda fa molto per i suoi dipendenti, ci sono differenti iniziative di welfare e ogni anno si aprono nuovi spunti e opportunità a cui gli imprenditori possono aderire su questo fronte. Si tratta di un’azienda in cui i titolari sono “sul campo” quindi quotidianamente presenti, disposti al dialogo e al confronto”. 

Di qui l’idea di aderire: “Questa iniziativa nasce dalla volontà di appoggiare la prevenzione,  di farlo nel piccolo paese in cui si trova l’azienda e di offrire la possibilità a tutte le donne indistintamente di approfittarne. Del resto in questo caso l’evento – continua – riguarda un “male dei giorni nostri”. Purtroppo, infatti, ognuno di noi annovera tra le sue conoscenze qualcuno che abbia dovuto affrontarlo. Cerchiamo di dare il nostro piccolo messaggio, di coinvolgere il nostro piccolo paese, sperando che poi anche gli altri lo facciano nei loro. E’ un’iniziativa che non può che trovare appoggio”. 

Del resto per Martina, ma ovviamente per tutta l’azienda che a partire dal presidente, Pierantonio Sgambaro, ha sposato l’iniziativa, i punti di forza sono molteplici: “Il fatto che sia tutto gratuito e che le donne possano tornare a casa con un referto medico per esempio oppure che lo possono fare senza vincoli di appuntamenti, costi, prenotazioni, etc. che a volte possono diventare disincentivanti per chi ha una vita piena di impegni o per quelle tante mamme che prima di sé stesse mettono sempre tutti gli altri componenti della famiglia dimenticandosi della loro importanza”, sottolinea.

Un’iniziativa che lei ha voluto fortemente, sicuramente perché donna, forse perché mamma attenta e consapevole di quanto la vita, un certo equilibrio tra lavoro e tempo libero, e il proprio benessere siano importanti anche in ottica familiare: “Il benessere a volte può anche tradursi in sereno riposo e distensione, nel mio caso. Ad ogni modo ho la fortuna di avere un lavoro che non ha la necessità di essere svolto in orari e termini prefissati. Sono in azienda ogni giorno nelle stesse ore in cui i miei figli frequentano la scuola e questo mi permette di non togliere nulla al mio ruolo di mamma.  Poi, come tutte le donne-mamme-lavoratrici, ritengo di aver maturato un particolare senso di organizzazione e di resistenza allo stress.  Sì, sono una di quelle persone che si portano il lavoro in casa, ahimè, ma non mi crea alcun peso o limitazione, dal momento in cui posso scegliere io come e quando fare le cose”.

Insomma una perfetta donna-manager attenta alle esigenze degli altri, ma anche di sé stessa, che attraverso questa iniziativa ha voluto sottolineare l’importanza di fare qualcosa per gli altri nella speranza poi un giorno, anche attraverso questi piccoli gesti di attenzione verso il prossimo, di “lasciare il segno”.