Generali Longarone ha scelto di aderire al progetto “CareReady Mobile Diagnostic”, sostenendo l’iniziativa di screening per la prevenzione del tumore al seno che approderà a Longarone il 21 aprile.

Perché avete scelto di investire nell’iniziativa della clinica mobile “CareReady Mobile Diagnostic”?

“Crediamo fermamente che la prevenzione e la diagnosi tempestiva siano alla base del benessere delle persone. Aderire allo screening significa per noi dare voce a valori di solidarietà, prendendosi cura della nostra Comunità”.

L’adesione a quest’iniziativa dimostra la sensibilità verso i temi della salute, delbenessere e della qualità della vita. Sono temi che l’emergenza Coronavirus ha fatto emergere in modo ancora più evidente nella loro importanza, dimostrando che siamo tutti interconnessi. Qual è il messaggio che Generali Longarone vuole lanciare sostenendo quest’evento?

“Conoscere il Territorio. Capire le esigenze della Comunità. Proporre le migliori soluzioni anche nella prevenzione della salute. Esserci sempre, questo è il nostro stile, mio e dei miei Collaboratori. 

Essere “Partner di Vita” nei valori e nei fatti”.

Quanto conta la responsabilità sociale di un’impresa per lo sviluppo e il benessere di un territorio?

“Responsabilità e disponibilità sono importanti per stabilire con il Cliente una relazione continuativa che gli permetta di realizzare i Suoi progetti anche in caso di imprevisto. 

Diamo tutele concrete nelle situazioni difficili. Siamo Partner di vita da oltre 190 anni affiancando e supportando i nostri Clienti”. 

Quella con WelfareCare è la prima partnership che stringete sul tema della prevenzione? 

“Nel Territorio siamo da anni punto di riferimento delle Associazioni locali a sostegno delle iniziative sportive, culturali ed assistenziali. WelfareCare ha dato all’Agenzia di Longarone la possibilità di sostenere anche la prevenzione dei tumori”.

Come pensate verrà accolta questa iniziativa dalla comunità?

“In un contesto di incertezza sanitaria, crediamo che l’iniziativa possa essere apprezzata”.

Intervista di Maria Chiara Pellizzari