Uno studio olandese ha testato il regime alimentare su un gruppo di donne con cancro iniziale. I dati sono apparentemente positivi, ma poche sono riuscite a seguire la dieta per tutti i cicli di chemioterapia.

LA DIETA mima-digiuno aiuta davvero chi ha il cancro, riducendo gli effetti negativi della chemioterapia? E potenzia la sua azione sulle cellule tumorali nelle persone, come fa negli esperimenti di laboratorio? Una risposta definitiva ancora non c’è, ma uno studio clinico olandese pubblicato oggi su Nature Communication, condotto su circa 120 donne con tumore al seno in stadio iniziale, indica che è importante continuare a battere questa strada, mostrando dei dati potenzialmente positivi. Dove “potenzialmente” significa che il campione preso in esame è troppo piccolo per poter trarre delle conclusioni generali. Quello che si è osservato nel sottogruppo di 22 donne che sono riuscite a seguire rigidamente la dieta durante tutti i cicli di chemioterapia è un tasso maggiore di risposte al trattamento.

La dieta mima-digiuno

Andiamo con ordine e cominciamo col dire cos’è la dieta mima-digiuno, intuizione del ricercatore italiano Valter Longo. “Si tratta di una dieta vegana ipocalorica studiata proprio per ingannare il corpo, mimando gli effetti metabolici del digiuno”, spiega Alessio Nencioni dell’Università di Genova e ricercatore Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro): “Studi preclinici hanno infatti dimostrato un forte razionale scientifico: in particolare un effetto protettivo dalla tossicità della chemio per le cellule sane e un effetto di potenziamento dell’efficacia della terapia per le cellule malate. Ciò che funziona nei laboratori, però, non è detto che funzioni anche negli esseri umani, per questo si stanno conducendo anche gli studi clinici su pazienti oncologici. Come questo, guidato da un’oncologa e un endocrinologo dell’Università di Leida. “Lo studio in questione è il primo a testare la dieta mima-digiuno in pazienti con un solo tipo di tumore, quello al seno, e in un momento preciso della cura, cioè durante la terapia neoadiuvante che precede l’intervento chirurgico”, spiega Nencioni. In alcuni casi, infatti, il tumore risponde così bene da regredire fino a scomparire, e il vantaggio è poter osservare gli effetti del trattamento nel momento in cui si va in sala operatoria. L’obiettivo principale della ricerca era di verificare se la dieta mima-digiuno – seguita per 4 giorni subito prima e durante la chemioterapia – fosse in grado di limitare gli effetti avversi; quello secondario se fosse anche in grado di migliorare questa risposta.

Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto 129 pazienti (con un tumore in stadio II o III, che non fosse HER2 positivo) in attesa dell’intervento chirurgico: 65 sono state assegnate al gruppo della dieta mima-digiuno e hanno ricevuto il kit di 4 giorni di dieta per ciascun ciclo di chemioterapia, mentre le restanti 64 dovevano seguire una normale alimentazione. Nel primo gruppo, solo 22 pazienti sono riuscite a seguire la dieta in modo ferreo per 4 cicli di chemio (e appena il 20% per tutti i cicli): il motivo principale è l’avversione ad alcuni cibi del kit, probabilmente associati ai disturbi da chemioterapia. 

Ancora tutto da dimostrare

Veniamo ai risultati: “L’incidenza di eventi avversi è stata simile nei due gruppi, quindi non si è visto un effetto protettivo, però è interessante notare che la risposta patologica è stata più frequente nelle donne che hanno aderito scrupolosamente alla dieta mima-digiuno”, dice Nencioni. “Questo studio è il primo ad avere un risultato apparentemente favorevole. Ha puntato nella direzione giusta, ma il numero così limitato di pazienti è un limite. A Genova siamo conducendo uno studio simile, attualmente aperto, e stiamo riscontrando un’alta aderenza alla dieta. Stiamo puntando molto sulla motivazione dei pazienti, che sono seguiti da vicino anche da un nutrizionista. Questo approccio è molto apprezzato soprattutto da chi vuole partecipare al processo di cura e sentirsi attivo. E’ importante ricordare – conclude Nencioni – che questo tipo di dieta, la cui efficacia è ancora da dimostrare, può avere effetti negativi e causare malnutrizione se non è condotta sotto un’attenta supervisione del medico”.

FONTE ARTICOLO: https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2020/06/23/news/tumore_al_seno_e_dieta_mima-digiuno_-259991042/